Come ridurre gli imballaggi a casa
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Zero waste. Parole altisonanti che spesso sembrano indicare un progetto riservato a chi ha troppo tempo libero e una disciplina infinita.
Ma in realtà si tratta di qualcosa di molto semplice:
- usare ciò che già possiedi,
- comprare solo ciò di cui hai davvero bisogno,
- produrre meno rifiuti
- e, nel farlo, non stressarti con l’idea della perfezione.
Se hai deciso di produrre meno rifiuti a casa, complimenti. È già un grande passo.
Non devi cambiare tutto in una volta. Iniziare significa osservare, riflettere – e, passo dopo passo, agire in modo diverso.
Non per diventare un “guru dello zero waste”, ma perché si può vivere in modo più semplice. E spesso anche in modo più economico, più locale e con una sensazione più piacevole nel cuore.
1. Dai un’occhiata al tuo cestino (e non essere troppo severo/a con te stesso/a)
Il primo e più semplice passo è: apri il tuo cestino dei rifiuti.
Non come una punizione, ma come uno specchio. Cosa ci finisce più spesso?
- bottiglie di plastica
- confezioni di frutta e verdura
- pellicole di formaggio, salame, salumi
- sacchetti di plastica e carta da imballaggio
- vasetti di yogurt, ricotta, panna acida
- flaconi di detergenti
- imballaggi di patatine, caffè, dolciumi
Controlla anche il contenitore per gli imballaggi. Spesso è più pieno di quello per i rifiuti residui.
Osserva, senza sentirti in colpa. Forse ti accorgerai che è molto facile ridurre la maggior parte dei rifiuti, senza rinunciare alle comodità.
2. Inizia con una cosa. Solo una.
(e poi espandi gradualmente)
Lo zero waste non è una gara. È una camminata lenta, a volte con delle deviazioni.
La cosa più semplice è iniziare da dove ti risulta più facile: con un solo cambiamento.
2.1 Sacchetti
Inizia con un sacchetto per il pane. Oppure con una rete per la frutta.
Oppure semplicemente con un sacchetto che hai ricevuto in passato e che è finito in un cassetto.
I sacchetti di plastica non sono necessariamente un male, ma il fatto che siano monouso è un problema.
Usale più volte. Se si strappano, buttale nella spazzatura. E se sai cucire, puoi ripararle o riutilizzarle.
Un esempio concreto: una vaschetta vuota di gelato Planica, in cui la gente porta zuppe, gulasch, avanzi. Perché? Perché era a portata di mano.
Questo è il cuore della filosofia zero waste: usa ciò che hai.
2.2 Contenitori e barattoli
I vasetti di marmellata, confettura, cetriolini sottaceto: sono tutti contenitori riutilizzabili a costo zero.
Lavateli, togliete l’etichetta, asciugateli – ed ecco pronto un ottimo contenitore.
Ci puoi conservare:
– tè, frutta secca, cereali
– detersivo, bicarbonato di sodio, shampoo in polvere
– spezie, caffè, pasta
– anche salse fatte in casa, marmellate, avanzi della cena
Se hai dei contenitori di plastica, non buttarli via. È meglio riutilizzarli finché sono ancora utili.
Anche un vecchio coperchio o un contenitore rotto può avere una seconda vita.
3. Usa ciò che hai già (sul serio – tutto conta)
Il riutilizzo è alla base di uno stile di vita sostenibile.
E spesso è più creativa di qualsiasi cosa tu possa comprare di nuovo.
– Una maglietta macchiata? Tagliala a stracci per pulire la cucina o le finestre.
– Pantaloni strappati? Trasformali in pantaloncini. O in una borsetta.
– Un vecchio calendario o un giornale? Usalo come carta da regalo.
– Un sacchetto di carta della farina? Perfetto per i rifiuti organici.
Ogni oggetto che riutilizzi significa un oggetto in meno nel cestino.
E questo conta. Ogni giorno di nuovo.
4. Fai la spesa con la testa (non d’istinto)
Quante volte compriamo qualcosa solo perché “lo facciamo sempre”?
Perché è un’abitudine. Perché è sullo scaffale. Perché è in offerta.
Se almeno ogni tanto ti fermi e ti chiedi:
- Ne ho davvero bisogno?
- Ce l’ho già a casa?
- Posso trovarlo altrove, senza imballaggio?
… stai già facendo un passo verso una quotidianità più sostenibile.
Anche se una volta al mese dedichi 15 minuti alla “lista della spesa intelligente”, le tue abitudini inizieranno a cambiare.
Non più velocemente, ma in modo più duraturo.
5. Il bagno: una fabbrica silenziosa di plastica
Il bagno è spesso una fonte di plastica sottovalutata. Ma se dai un’occhiata agli scaffali, vedrai:
– shampoo, gel, schiume
– rasoi, spazzolini da denti, bastoncini di cotone
– confezioni di detergenti per WC, vasca da bagno, lavandino
Puoi sostituirli gradualmente con:
- shampoo solidi – a lunga durata, senza imballaggio
- saponi – naturali, fatti a mano, di produzione locale
- pastiglie dentifricie in barattolo di vetro al posto del dentifricio in tubetto
- spazzole in legno al posto di quelle in plastica
- prodotti per la pulizia realizzati con materiali naturali riciclati
- cosmetici in confezioni di vetro
- detergenti in ricarica – meno rifiuti, meno sostanze tossiche
Non è necessario cambiare tutto subito. L’importante è iniziare a pensare in modo diverso.
6. Crea il tuo “angolo della ricarica”
L’organizzazione in casa è metà del successo.
Se hai a disposizione contenitori e accessori già pronti, è molto più probabile che li utilizzi.
L’angolino Rinfuza può essere:
– una vecchia scatola da scarpe
– un cesto intrecciato sotto il piano di lavoro della cucina
– una scatola nell’armadio con contenitori vuoti, sacchetti, etichette
– persino un piccolo zainetto che usi solo per gli acquisti di rinfuza
Tienilo sempre a portata di mano. Quando passi davanti al negozio, basta prenderlo e via.
7. Compra su misura – non in confezioni standard
Nei negozi spesso trovi confezioni “standard”: 1 kg di riso, 0,5 kg di tè, 400 g di lenticchie.
Ma la vita non è standard. E nemmeno le tue esigenze.
Per questo è fantastico poter acquistare esattamente la quantità di cui hai bisogno:
– un pizzico di timo per una ricetta che stai provando per la prima volta
– 30 g di uvetta per i dolci
– 2 kg di riso per diversi giorni
– 500 ml di detersivo per la lavastoviglie
Fare la spesa su misura significa meno spreco alimentare, meno plastica e maggiore controllo.
Acquista seguendo l’istinto. Secondo le necessità. Con buon senso.
8. Non devi essere perfetto/a (dopotutto nessuno lo è!)
Anche i “rinfuzaši” più convinti a volte dimenticano la borsa.
Anche chi lavora nei negozi zero waste ogni tanto compra un panino confezionato nella plastica.
E va benissimo così.
Non si tratta di perfezione. Si tratta di consapevolezza. Di impegno sincero. Di piccoli passi.
Per una domanda che puoi farti ogni giorno:
- Cosa posso fare oggi in modo più responsabile?
E se ti poni questa domanda regolarmente, sei già a buon punto.
Rifuzl: un negozio senza imballaggi. Su misura. A modo tuo.
Se la plastica ti dà fastidio, vieni da Rifuzl.
Se desideri fare acquisti in modo più libero – ancora meglio.
Se preferisci sostenere i produttori locali piuttosto che le multinazionali, allora sei nel posto giusto.
Se per te è importante che i prodotti siano certificati ECO e abbiano l’apposito certificato.
Da Rifuzl troverai:
– alimenti sfusi (farina, legumi, frutta secca, cereali, spezie…),
– cosmetici naturali e detergenti in ricarica,
– prodotti di produttori sloveni,
– la possibilità di dosare esattamente la quantità che ti serve,
– una chiacchierata amichevole e un aiuto senza giudizi.
Porta il tuo contenitore. Oppure una vecchia Planica. Oppure un sacchetto di carta che hai a casa già dall’anno scorso.
Prendi un pizzico di basilico. Oppure 2 kg di riso. A te la scelta.
Ogni acquisto da noi significa meno rifiuti. E più spazio per ciò che conta davvero nella vita.
Hai già scoperto il canale YouTube di Rifuzl?