Cassonetti stracolmi a gennaio: chi non ha fatto il proprio dovere?

  • Tempo di lettura Tempo di lettura: 6 minuti
cassonetti stracolmi a gennaio: chi non ha fatto il proprio dovere
Dopo Capodanno, in tutta la Slovenia si vedono cassonetti dei rifiuti stracolmi. Chi non ha fatto il proprio dovere: l’amministrazione comunale, lo Stato o noi stessi?

Dopo Capodanno, il quartiere è pieno di cassonetti che, nonostante le loro dimensioni, non riescono a contenere tutta la spazzatura che abbiamo cercato con fervore di stiparci dentro. La maggior parte delle persone che passa davanti a un cassonetto del genere pensa che il servizio di nettezza urbana (ancora una volta) non stia facendo il proprio lavoro. È logico, perché è più facile puntare il dito contro qualcun altro.Ma, proprio come una moneta ha due facce, anche questo problema può essere visto da un’altra prospettiva: invece di incolpare qualcun altro (il servizio di raccolta rifiuti), potresti chiederti: «Cosa posso fare io per evitare che il cassonetto sia così pieno?» o magari addirittura: «È colpa mia se c’è così tanta spazzatura?»

È quello che ci siamo chiesti oggi io e Manca, mentre passeggiavamo con la nostra cagnolina Gili ? nel nostro quartiere a Rožna dolina, dove sono state scattate anche le foto di questo articolo. Dato che negli ultimi 3 anni abbiamo ridotto notevolmente la quantità di rifiuti che produciamo, ci sembra inconcepibile che in pochi giorni si possano produrre quantità di spazzatura pari a quelle che si vedono in questi giorni davanti ad alcune case.È solo grazie a queste passeggiate e alla constatazione di quanta cibo, ma anche di altri oggetti ancora utilizzabili (persino regali ancora imballati!), buttiamo via ogni giorno, che ci rendiamo conto in che bolla viviamo. Anche se ci si spezza il cuore a vedere tutto questo, andiamo avanti perché intravediamo un barlume di speranza in fondo al tunnel.

Di tanto in tanto Rifuzl (o, per essere più precisi, qualcuno di noi che lavora a Rifuzl) è bersaglio di varie critiche riguardo al nostro impegno per lo shopping senza imballaggi. Le critiche sono molte, ma alla fine si riducono tutte a variazioni sul seguente tema: se la decisione e lo sforzo di ridurre i rifiuti spettano a ogni singolo individuo, tutto questo è inutile. Lo Stato dovrebbe approvare leggi per ridurre i rifiuti.

Ok, proviamo a immaginare, per ipotesi, che lo Stato adotti davvero una misura del genere. Come sarebbe questa legge? Le possibilità sono ovviamente infinite, ma per questo esercizio mentale scegliamo la misura più semplice ed efficace: il divieto di vendita di prodotti confezionati in plastica monouso.Sembra logico, vero? La maggior parte dei rifiuti è comunque costituita da imballaggi monouso, che non si degraderanno per centinaia di anni.Abbiamo quindi una misura logica. Ma quali sarebbero le conseguenze? Se ci riflettiamo un po’ meglio, considerando il tipo di società in cui viviamo, si verificherebbe un''enorme opposizione da parte della società a un cambiamento del genere (prevedo che a ribellarsi di più sarebbero proprio coloro che ora mi stanno convincendo che il problema dei rifiuti debba essere risolto da un ente statale).

Proviamo a immaginare quali sarebbero le conseguenze di un simile divieto:

1. Viviamo nell’abbondanza e nel comfort come mai prima d’ora e un cambiamento del genere significherebbe dover rinunciare a molte cose. Acquisti online? Attualmente impossibili per la maggior parte dei prodotti. Ampia offerta di prodotti dello stesso tipo? Probabilmente molte aziende straniere o multinazionali non si adatterebbero alla vendita in Slovenia.

2. Prezzi dei prodotti più elevati, a causa dei maggiori costi di imballaggio in forme alternative.

3. Offerta di prodotti sugli scaffali molto più ridotta e limitata.

4. Termini di scadenza dei prodotti più brevi.

5. Rinuncia a molte abitudini, se ci si dimentica di portare con sé il proprio contenitore. Ad esempio: un caffè da asporto, ma non hai un bicchiere a portata di mano? Non se ne fa nulla, la prossima volta porta la tua tazza.

6. Un aumento smisurato dell’uso di altri materiali per l’imballaggio, come vetro, carta e legno. Sebbene questi materiali si decompongano naturalmente in natura, spesso contengono additivi nocivi (coloranti, colle). Una maggiore richiesta di questi materiali comporterebbe nuovi problemi per l’ambiente: più risorse per la carta, il legno (disboscamento) e il vetro (cave), e un maggiore consumo di energia per la produzione di questo tipo di imballaggi, nuove fabbriche, centrali elettriche ecc.

7. Meno prodotti sugli scaffali e meno vendite significano un minor potere economico, un PIL più basso (che rimane comunque il parametro di riferimento per il successo di una società), il che trascina con sé l’intera economia su cui si basa l’economia mondiale.

Potrei continuare, ma credo sia già chiaro che le conseguenze di una misura del genere sarebbero piuttosto drammatiche.Ancora una cosa. Lo “Stato” siamo noi, le persone, comprese quelle che ricoprono cariche nelle istituzioni statali. Persone con i propri desideri, le proprie abitudini e le proprie paure. Persone che hanno investito grandi sforzi per raggiungere una determinata posizione politica. Il mandato dura 4 anni. Chi tra gli eletti vorrebbe attirarsi l’ira della popolazione con una misura così radicale come il divieto della plastica? Esatto, nessuno! Per questo anche noi, che vorremmo davvero vedere un cambiamento del genere, possiamo solo sperare che avvenga.“Ma Primož, alla luce di tutto ciò che hai scritto, come fai a essere ancora ottimista e come fate voi di Rifuzlarji a perseverare nel vostro lavoro?” Perché io e Manca notiamo cambiamenti lenti ma significativi nella società. Gli oggetti che ci circondano non ci rendono più felici (come dimostrano chiaramente i tanti regali ancora incartati che in questi giorni riempiono i cassonetti). A Rifuzl ogni giorno apriamo gli occhi a qualche passante, affinché prima rifletta, poi, passo dopo passo, cambi le proprie abitudini, condivida le proprie esperienze con gli altri, consigli loro Rifuzl... affinché anche i suoi vicini, amici, familiari e conoscenti scoprano modi per ridurre i rifiuti nella propria vita. E così stanno già emergendo storie e ringraziamenti.

Perché vivere con meno rifiuti significa vivere meglio e più felicemente. E questo, in fin dei conti, è ciò che spinge noi Rifuzlari (= tutti coloro che provano piacere nell’acquistare prodotti nei propri contenitori): lo facciamo perché ridurre i rifiuti ci dà gioia e, alla fine della giornata, siamo più felici e più grati per ciò che abbiamo.

Anche se con il mio impegno “zero waste” non riuscirò a salvare il mondo dai rifiuti di plastica, mi basta sapere che almeno io non contribuisco a sporcare ulteriormente l’ambiente.Se ognuno di noi decide autonomamente di adottare uno stile di vita diverso (e non perché ci venga imposto dall’esterno, ad esempio dallo “Stato”), può compiere con piacere un passo verso una società migliore, in cui desidera vivere in futuro. E questo passo lo compiamo non per costrizione esterna, ma per nostra libera scelta, con piacere e al ritmo che ciascuno sceglie autonomamente. Rifuzl esiste solo per renderti più facile compiere questo passo. Niente di più, niente di meno.E tu cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti qui sotto oppure condividi il link a questo articolo con la tua opinione sul tuo social network preferito (clicca per FB) e taggalo con @Rifuzl, così potremo trovarlo e leggerlo anche noi! ;)

Rifuzl è un negozio senza imballaggi in plastica, dove puoi acquistare alimenti locali, sani e biologici e accessori zero waste utilizzando i tuoi contenitori. Acquista senza imballaggi!

Hai già scoperto il canale YouTube di Rifuzl?

Vorrei ricevere la guida gratuita alla pulizia!

Vorrei ricevere la guida gratuita alla pulizia!

Inserisci il tuo indirizzo e-mail e ti invieremo al tuo indirizzo una guida rapida gratuita sulla pulizia con bicarbonato di sodio e acido citrico .
Notizie
Ricette
Attualità
Notizie
Ricette
Attualità